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....L'ambiente..paga il conto nel 2011

Scritto da Valentino Zanon. Posted in Notizie Varie

Dai trasporti locali alle detrazioni per la riqualificazione energetica

LE CIFRE DEL DECLINO

1) 421mila euro: il bilancio del Ministero nel 2012 (nel 2008 era di 1 miliardo e 649 milioni)

2) Trasporto pubblico locale: 65% di tagli alle Regioni dal 2012

3) Scelte energetiche: cancellati i fondi previsti dalla Finanziaria 2008 per il risparmio e l’efficienza energetica, in forse le detrazioni al 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e quelle al 36% per le ristrutturazioni

4) Protocollo di Kyoto: incertezza sui fondi destinati all’applicazione del protocollo

5) Bonifica dei siti inquinati: azzerati i fondi

il 2011 è stato un anno terribile per l’ambiente. Da dove cominciare, per stilare le voci di un bilancio che è per lo più in negativo? Dai tagli al trasporto pubblico locale, del 65% almeno? O dal totale abbandono delle strategie per raggiungere gli obiettivi del protocollo di Kyoto?.

In quattro anni, complessivamente, le risorse destinate dal governo nazionale a tutela dell’ambiente si sono ridotte di ¼  ; abbiamo sprecato milioni di euro per il ponte sullo stretto che non si farà mai e adesso risparmiamo sulla gestione del territorio

“In questo paese dobbiamo smettere di parlare di grandi opere che sono costosissime  quando invece occorrono le risorse per le piccole opere, per piccoli cantieri veri. Cifre rilevantissime, anche nella legge di stabilità, sono destinate alle grandi opere, le cosiddette infrastrutture strategiche: parliamo di oltre un miliardo e mezzo di euro, pari al 27,3% della manovra, mentre mancano ancora oggi all’appello gli 825 milioni di euro per realizzare il programma di piccole e medie opere già deliberate dal Cipe e richiesto a gran voce dall’Associazione nazionale costruttori edili

“Stiamo parlando del fatto, che è necessario investire per difenderci dal cambiamento climatico, mentre noi stiamo facendo il contrario. Non c’è più dubbio infatti che quello che noi chiamamo ‘emergenze’ siano eventi tutt’altro che rari. Basta chiederlo alle assicurazioni, che sono ormai i soggetti più consapevoli della frequenza di questi eventi.

“Munich Re, uno dei colossi di un settore assicurativo sempre più allarmato, ha fatto i conti del 2010: ci sono stati 950 disastri, nel mondo, legati per il 90% a fattori meteo, che hanno prodotti danni per 130 miliardi di dollari”,

Secondo una task force dell’Onu, formata da oltre 2mila scienziati esperti di eventi estremi, la crescita delle emissioni serra aggraverà la situazione del clima. In assenza di uno stop ai combustibili fossili (come carbone e petrolio) le ondate di calore in Europa diventeranno sempre più frequenti; le aree aride e semiaride in Africa si espanderanno dal 5 all’8%; si perderà fino all’80% della foresta pluviale amazzonica; il Polo Nord diventerà navigabile d’estate; il pianeta soffrirà sempre più di mancanza d’acqua, e la popolazione sottoposta a stress idrico passerà dal miliardo attuale a 3 miliardi.

Nessuna buona notizia, nel 2011? La partecipazione e la vittoria ai referendum, contro il nucleare, e per l’acqua pubblica. “Frutto  di una accresciuta conoscenza dei temi ambientali. Il fatto che si sia scelto di andare a votare, anche al di là del merito, è una buona notizia…….per esempio. Legambiente, coinvolge ogni anno centinaia di migliaiadi volontari. Qualche cifra? 3.000 partecipano ai campi di volontariato in Italia e all’estero, 700mila, l’esercito di “Puliamo il mondo”, 35mila quelli di “Spiagge e fondali puliti”, 15mila per “Non scherzate con il fuoco”, 118mila quelli della festa dell’Albero

“Ma la notizia migliore di questo ultimo anno è che ormai si è dimostrato che investire sulle energie rinnovabili e sull’ambiente è fattore trainante dell’economia. Il settore ambientale è quello più innovativo e, in una situazione di crisi economica come quella attuale, è l’elemento sostanziale e trainante, quello che può fare la differenza. È un fatto, una realtà che camminerà con le sue gambe”. Secondo alcuni dati presentati alla fiera Ecomondo, infatti, il 30%delle piccole e medie imprese punta sulla green economy per superare la crisi.  Senza investire sulle rinnovabili, l’Italia rischia non solo il suo territorio, ma anche la sua economia.

tratto da un articolo sul mensile della COOP e da interviste al WWF e Legambiente

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sfruttamento......e impegno da parte nostra.

Scritto da Valentino Zanon. Posted in Notizie Varie

Caro Valentino,

In Uzbekistan, tra 1,5-2000000 bambini1 sono costretti dal proprio governo a raccogliere il cotone ogni anno per l'esportazione sul mercato mondiale. Se rifiutano, devono affrontare percosse, l'espulsione dalla scuola, e di altre sanzioni imposte dal governo.

In Costa d'Avorio, i bambini vittime del traffico dal Mali e Burkina Faso2 lavorare nelle piantagioni di cacao lontano da casa dove si trovano ad affrontare l'isolamento paralizzante, pestaggi e altre forme di coercizione per crescere cacao per le nostre tavolette di cioccolato.

Come consumatori di cotone, t-shirt e tavolette di cioccolato, possiamo essere alimentando la domanda di beni realizzati con il lavoro forzato con le nostre decisioni di acquisto proprio. Il governo dell'Uzbekistan - uno dei maggiori esportatori al mondo di cotone - collabora con aziende partner come la Daewoo Textiles, una grande azienda coreana, per fornire ai consumatori globali, con grandi quantità di cotone, filati, tessuti e che può alla fine finiscono nel vestiti sugli scaffali nei nostri negozi locali. Di cacao della Costa d'Avorio, il più grande produttore mondiale di cacao, viene venduto ad aziende come la Hershey, che trasformano il cacao nelle barrette di cioccolato che consumiamo.

Nel tentativo di porre fine alla domanda di forzato lavoro minorile-made merce, il governo degli Stati Uniti ha cominciato a prendere provvedimenti per fare in modo che i dollari dei contribuenti americani non sono abituati ad acquistare beni realizzati con il lavoro minorile forzato. Nel 1999, il Presidente issued Executive Order 13126, che richiede gli appaltatori federali che forniscono i prodotti in una lista sviluppato dal Dipartimento del Lavoro di accertare che esse hanno fatto una "buona fede" lo sforzo per determinare se il lavoro minorile forzato è stato utilizzato per produrre gli articoli .

Purtroppo, soprattutto a causa di una scappatoia, aziende regolamenti che forniscono beni al governo degli Stati Uniti che possono contenere una componente importante una buona base di lavoro forzato - come tavolette di cioccolato realizzate con cacao dalla Costa d'Avorio o divise in cotone dall'Uzbekistan - non sono stati corrisposti a realizzare qualsiasi "buona fede" sforzi per individuare e sradicare il lavoro minorile forzato nelle loro catene di fornitura, anche se il governo degli Stati Uniti continua a riportare gravi problemi del lavoro forzato nel cioccolato e abbigliamento supply chain del settore.

E 'giunto il momento di colmare questa lacuna, e abbiamo bisogno del vostro aiuto!

Il Dipartimento del Lavoro invita commento pubblico questa settimana, e si può inviare una lettera qui. Aggiungendo la tua voce, ti mostrano che credi che il governo degli Stati Uniti e dei suoi imprenditori hanno la responsabilità di utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per terminare la domanda di schiavi e il lavoro forzato, compresa la garanzia che i dollari dei contribuenti non inconsapevolmente flusso in casse di schiavisti e dittature brutali.

Se credi che sia tempo per il governo degli Stati Uniti di utilizzare tutte le misure a sua disposizione per porre fine al flagello mondiale del lavoro minorile forzato, poi inviare i commenti al US Department of Labor dal 3 dicembre. Iscriviti ILRF nel chiedere che gli appaltatori pubblici che forniscono merci ad alto rischio fare uno sforzo in buona fede per assicurare che il cacao nei loro barrette di cioccolato o il cotone nelle loro divise non sono prodotti dal lavoro minorile forzato.

In solidarietà,
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additivi alimentari

Scritto da Valentino Zanon. Posted in Notizie Varie

La nuova lista di additivi alimentari autorizzati in Eurolandia è arrivato dall’Ue nei giorni scorsi, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale come parte integrante del regolamento 1333/2008: via libera all’utilizzo della stevia, un edulcorante di origine naturale di cui si è molto parlato negli ultimi anni. Oltre al ritardo di quasi un anno rispetto alla scadenza prevista, però, la lista non prevede le limitazioni nelle indicazioni d’uso suggerite dalle prime valutazioni di sicurezza compiute dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa). Nessuna revisione è stata compiuta sulle quantità del giallo di chinolina (E104), del giallo tramonto FCF (E110) e del rosso allura (E129) per cui l’agenzia dell’Unione Europea ha proposto una riduzione della dose giornaliera accettabile (Dga). Sotto la lente d’ingrandimento non sono finite nemmeno le molecole, tra cui quelle a base di alluminio, la cui Dga può facilmente essere superata, soprattutto dai bambini.