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Riforma della Pac: come cambia l'agricoltura europea

Scritto da Valentino Zanon. Posted in Notizie Varie

In questi giorni viene tracciato un quadro per ridefinire le politiche agricole del futuro. Taglio del 25% all'Italia, ma più soldi all'agricoltura verde

Giorni cruciali per il futuro dell'agricoltura in Europa. Di fronte alla volatilità dei mercati per le derrate agricole e alla mancanza di reddito per gli agricoltori l'Ue cerca di ridefinire il quadro dei contributi. Preoccupate le confederazioni nazionali come la Cia, che vedono la minaccia dei tagli all'agricoltura italiana, con una riduzione di circa il 25% delle risorse. Ma l'uso dei sussidi all'agricoltura raccolgono da anni numerose critiche dalle associazioni ambientaliste. Più positivo il commento di Aiab: "Restano alcune gravi criticità, come l'assenza di una regolamentazione dei mercati alimentari e della produzione, e rispetto alla aspettative di riforma la proposta legislativa per la PAC 2014-2020 è poco coraggiosa e sono troppo esili i cambiamenti presenti nel testo legislativo, ma ci sono le condizioni per arrivare ad una PAC più legittima, con un tetto ai pagamenti diretti sulla singola azienda e criteri di distribuzione diversi in grado di garantire maggiore equità nell'assegnazione delle risorse". È il commento di Andrea Ferrante, presidente nazionale AIAB. "Per quanto riguarda le misure di greening dell'agricoltura, in linea di principio siamo sulla strada di una PAC più verde. Importante - prosegue Ferrante - il ruolo riconosciuto ai piccoli produttori nell'agricoltura europea, un riconoscimento che determina un cambiamento culturale storico, ma che purtroppo si traduce in misure inutili e insufficienti. Proposte interessanti arrivano sui Piani di Sviluppo Rurali, tuttavia le Regioni dovranno dimostrare la loro capacità di utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dall'UE". In gioco - sostiene invece la Coldiretti - ci sono per l’Italia circa 6 miliardi di fondi comunitariall’anno per i prossimi sette anni, ma soprattutto il futuro di 1,6 milioni di imprese agricole che danno occupazione a circa un milione di dipendenti e che garantiscono il presidio territoriale di oltre 17 milioni di ettari di terreno coltivato totale dal quale nascono produzioni da primato che danno prestigio e competitività al Made in Italy nel mondo.
tratto da TERRANUOVA