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MADE in NO

Scritto da Valentino. Posted in schede produttori

Diciamo la verità

Quante volte di fronte a drammi come la povertà del mondo, come lo sfruttamento delle persone o a fatti epocali come il cambiamento climatico ci siamo sentiti impotenti?

Il Commercio Equo e solidale , la finanza Etica ed il consumo critico sono alcuni tra gli strumenti che ci possono venire in aiuto, perché ci consentono di essere più consapevoli degli effetti delle scelte che facciamo ,ad esempio nell’acquistare o consumare un prodotto o un servizio.

L’industria tessile in India è la più antica tra quelle dei paesi in via di sviluppo perché è stata sviluppata nei primi anni del 19 secolo dal governo coloniale britannico.

 

Nèll’industria tessile sono coinvolte 35 milioni di persone dalla coltivazione del cotone alla vendita degli indumenti. Le politiche imprenditoriali ed il commercio internazionale hanno fatto sì che si siano incrementate le piccole unità produttive invece che quelle già esistenti , piccole imprese che operano al di fuori dalle normative vigenti e impiegano oggi per il 90% il lavoro informale.

Nelle tessiture è presente un alto sfruttamento dei lavoratori , l’orario di lavoro supera le 12 ore al giorno, le condizioni interne sono sfavorevoli con poca illuminazione e ventilazione ,temperature alte, ambienti sudici e insalubri , bassisimi livelli salariali assenza di sicurezza e diritti sindacali.

L’orario di lavoro è di 13 ore la giorno per 60 rupie pari a 1,4 euro al giorno , non vi sono prove di impiego , i lavoratori non sono in possesso di alcun documento come lettera di assunzione,cartellino identificativo, orario , la busta paga., non vi sono assicurazioni contro gli infortuni .Ogni tentativo di organizzare il sindacato porta al licenziamento e i lavoratori hanno paura di perdere il lavoro.

Le donne e i bambino costituiscono la maggioranza della forza lavoro nel settore  , le donne sono circa il 65% e la loro età varia dai 14 ai 21 anni .

Salari sotto il minimo legale ,lunghi orari di lavoro, lavoro infantile, abusi fisici e verbali , a volte sessuali , lavoro forzato, nessuna garanzia sociale o pensione , nessuna tutela in caso di malattia o gravidanza.

Nella produzione di semi di cotone, dove il costo del lavoro pesa per il 50 % dei costi totali, i bambini sono largamente impiegati e preferiti per la loro resistenza al lavoro e per la loro maggiore docilità e sopportazione, soprattutto per quanto riguarda l’esposizione all’ingente quantità di pesticidi. Si stima che siano impiegati 450.000 bambini , le imprese multinazionali americane ed europee come la Monsanto,la Bayer, la Sygenta e la Unilever li assumono indirettamente attraverso le fattorie a cui subbappaltano la produzione , fissano i prezzi ad un livello tale che si rende impossibile l’impiego degli adulti e infatti un bambino guadagna il 30% in meno rispetto una donna ed il 55% in meno di un uomo.

Se il lavoro infantile fosse sostituito con lavoro adulto il prezzo del prodotto aumenterebbe del 12% , un prezzo che le imprese committenti non intendono pagare.

DONNE,BAMBINI, MIGRANTI SENZA DIRITTI E NEMMENO VOLTI : QUESTA E’ LA FOTOGRAFIA DEI LAVORATORI CHE COLTIVANO E TESSONO, TAGLIONO E CUCIONO PER NOI I VESTITI E LE SCARPE CHE INDOSSIAMO.

La coltivazione intensiva del cotone convenzionale  fa ampio uso di pesticidi chimici sintetici, fertilizzanti, stimolanti della crescita e defolianti , che sono applicati sui campi di tutto il mondo e sono causa diretta della riduzione della fertilità del suolo , della loro salinazione,delle perdite di biodiversità,dell’inquinamento delle acque .

Le conseguenze costituiscono oggi una grande preoccupazione in India, anche in seguito della pubblicazione di allarmanti informazioni circa il livello di residui da pesticidi contenuti nelle acque e nelle bevande. I più esposti sono i lavoratori agricoli e i contadini , che lavorano a contatto con sostanze come l’Aldicarb , il Dieldrin e il Paraquat banditi nei paesi sviluppati  prodotti in ambienti dove i lavoratori lavorano  a mani e piedi nudi , indossando magliette e calzoncini , mentre i contadini che li utilizzano sono esposti direttamente con i pesticidi  per 3-4 ore a turno. I prodotti chimici concentrati sono mischiati all’acqua a mani nude.

Bruciore agli occhi-bruciore al naso-difficoltà respiratorie- vertigini- eccessiva sudorazione-eccessiva salivazione-mal di testa-naso che cola-eruzioni cutanee - vista annebbiata-crampi muscolari—nausea- vacillamenti- tremori-contrazione delle palpebre- vomito-perdita di coscienza-colpi apploplettici questi i sintomi più diffusi.

Capire quanti sono i morti dovuti all’esposizione a pesticidi non è semplice , anche perché i dati non sono rilevati , secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità tra 500.000 e i 2.000.000 milioni di persone sono vittime ogni anno nel mondo ,d’incidenti d’avvelenamento da agenti agro-chimici  di cui moltissimi mortali. Comunque un terzo avviene nel settore della coltivazione del cotone dove i lavoratori sono analfabeti o non sono consapevoli dei pericoli e dove non ci sono assistenze sanitarie e l’accesso all’acqua è limitato.

Questo è il prezzo da pagare per un tipo di agricoltura intensiva che , per essere competitiva e mantenere una produttività elevata , deve introdurre dosi sempre più massiccie di agenti chimici

Un percorso di responsabilità sociale si sta avviando con la collaborazione della società civile di gruppi organizzati di coltivatori e con alcune organizzazioni internazionali impegnate sul versante ambientalista e del commercio equo e solidale …dal 2002 il progetto va avanti con miglioramenti che hanno portato a raggiungere standard socio ambientali elevati con produzione di cotone biologico..oggi Rajlakshmi Cotton Mills vende i suoi prodotti a 84 clienti in Europa ed negli Stati Uniti,

Produzione di cotone biologico, produzione di sementi e cereali preziosi per la sovranità alimentare e il mantenimento della biodiversità.

L’effetto abbinato della certificazione ambientale e di quella equo-solidale assicura che i produttori siano protetti dalle fluttuazioni del prezzo del cotone sul mercato internazionale e siano remunerati circa il 50-60% in più del prezzo convenzionale , favorendo il netto miglioramento degli standard di vita delle comunità

I miglioramenti sociali ed ambientali la difesa del diritto a vivere e lavorare in sicurezza , bere acqua non contaminata, portano cambiamento anche alla vita sociale lavorativa….assenza di discriminazioni,l’assenza di lavoro minorile,la garanzia della libertà di associazione sindacale e contrattazione collettiva , il riconoscimento del salario vivibile e dell’orario di lavoro non eccessivo.

Con il progetto MADE IN NO si è scelto di creare una linea di prodotti tessili frutto dell’unione con alcuni artigiani del tessile novarese , in collaborazione stretta con progetti di produzione biologico ed equo-solidale  come JUSTA TRAMA e REMEI BIORE per dimostrare che la sostenibilità passa soprattutto dalle scelte quotidiane.

Prodotti ecologici,equi,solidali. Sono i prodotti Made in No ,  dalla capacità dei produttori indiani e brasiliani  insieme alla competenza degli artigiani novaresi nascono asciugamani-lenzuola-federe-magliette-felpe-maglie-pigiami-mutande-reggiseni…..CHE DIMOSTRANO CHE E’ POSSIBILE UN ECONOMIA RISPETTOSA DEI DIRITTI E DELL’AMBIENTE.