Consumare senza CrudeltàCONSUMA SENZA CRUDELTA’ In Italia consumiamo a testa 95 kg di carne all’anno, per un totale di 4 milioni di bovini,6,6 milioni di ovini,13,4 milioni di suini e 436 milioni di volatili abbattuti ogni anno. Animali fatti crescere il più rapidamente possibile in uno spazio quanto più augusto possibile per mantenere i costi e garantire altri profitti. Una vita di crudeltà e angherie a cui viene posta fine con la macellazione. Ad esempio le galline ovaiole sono stipate a gruppi di quattro,in gabbie che non permettono neanche di scambiarsi di posto. Per la legge è sufficiente che ogni volatile abbia a disposizione uno spazio grande come un pallone di pallacanestro. Gli unici movimenti concessi solo l’allungamento del collo , per raccogliere il becchime in un canale posto sul davanti e l’allargamento dell’ano , per depositare le uova su un canale posto sul retro. Per facilitare il rotolamento delle uova, le gabbie sono in pendenza e nella lotta perenne per non scivolare le galline si rovinano le unghie .Per allungare il tempo di veglia e quindi di produzione , alle galline viene impedito di dormire ,costringendole a vivere in ambienti illuminati anche di notte. Senza spazio,senza movimento e col bioritmo a pezzi, compaiono disturbi gravi che la stessa normativa identifica in immunodepressione,anomalie oculari, plumofagia (mangiarsi le piume) cannibalismo (mangiarsi la vicina)Per ovviare alle ultime due è ammesso il taglio del becco , pratica molto dolorosa poiché è una parte molle del corpo. Dopo 15 mesi e 300 uova, la gallina comincia a dare segni di cedimento e di lì a poco è macellata come carne di seconda scelta .In natura avrebbe potuto vivere una decina d’anni. Intanto nelle incubatrici nascono i pulcini che rimpiazeranno le galline esaurite. Ovviamente solo le femmine hanno un avvenire da operaie e sono allevate, mentre i maschietti sono sopressi. Un metodo autorizzato dal decreto legislativo che paradossalmente ha come titolo “ protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento “ consiste nel mettere i pulcini dentro un frullatore .Leggiamo :” ( i pulcini in eccedenza )devono essere abbattuti mediante un dispositivo munito di lame a rapida rotazione tale che tutti gli animali , anche se numerosi , vengano direttamente uccisi”. Quando acquistiamo carne e derivati corriamo il rischio di renderci complici di crudeltà…l’alternativa è diventare vegetariano o ridurre il consumo e di acquistare da piccoli allevatori tramite un gruppo di acquisto…oppure comprare carne e uova provenienti da allevamenti biologici che garantiscono spazi che permettano tutti i movimenti, buoi per almeno 8 ore , vietata alimentazione forzata,vietato l’uso di antibiotici ,medicinali,stimolanti o altre sostanze intese ad aumentare la crescita .non sono ammessi mangimi OGM o derivati.
Le uova hanno un codice stampato su ognuna di esse , se il numero iniziale è lo 0 indica che proviene da un allevamento biologico , l’1 indica allevamento all’aperto , il 2 allevamento a terra , il 3 allevamento in gabbia o batteria.
Oltre che nella fettina, nelle uova ……..la crudeltà può nascondersi anche nelle creme e saponi. appello alla H&M e loro rispostaMail da inviare all’indirizzo sottost ante completando con i dati personali risposta della H&M Gentile Valentino,
Grazie per averci scritto.
H&M insieme ad altri acquirenti di materiale tessile ha scritto al governo del Bangladesh per spronarlo ad aumentare il salario minimo.
Nella lettera H&M ha chiesto che il governo formasse urgentemente un consiglio di revisione e affrontasse la questione del minimo salariale nel settore tessile introducendo un meccanismo integrato di revisione annua.Poco dopo aver ricevuto la nostra lettera, il governo ha dichiarato che sarà attivato un Consiglio per il Minimo Salariale, atto a rivedere gli stipendi del settore tessile. Esso sarà formato da 6 membri: un rappresentante del governo, due membri di rappresentanza dei proprietari (associazioni), due membri in rappresentanza dei lavoratori (sindacati) ed un rappresentante civile.
Come la maggior parte dei dettaglianti di capi d'abbigliamento, H&M non possiede fabbriche, ecco perchè noi non stabiliamo nè paghiamo alcun salario. Il livello salariale deve basarsi su negoziazioni tra datore di lavoro ed impiegato e dev'essere la legge a stabilire uno stipendio minimo ragionevole. Inoltre stiamo attivamente cercando di influenzare il mondo delll'industria ed i legislatori del Bangladesh affinchè venga revisionato periodicamente il livello minimo del salario e chiediamo ai nostri fornitori di pagare ai loro impiegati le remunerazioni e gli stipendi ai quali hanno diritto. Attraverso il nostro dettagliato programma di interviste, nel corso di ogni verifica, controlliamo che tutte queste richieste vengano realmente portate a termine. Nel 2009 in Bangladesh abbiamo condotto 94 verifiche complete (interviste su più livelli) e 245 ispezioni supplementari.
Ci siamo anche offerti di pagare prezzi più alti per coprire i costi addizionali, se i fornitori del Bangladesh avessero aumentato gli stipendi.
Il 6 Ottobre 2009 sulla pagina del nostro blog riportante le notizie della Corporate Social Responsibility (CSR) è stato postato un articolo relativo a questa tematica:
Per concludere vorremmo aggiungere che H&M compra dai fornitori del Bangladesh dal 1982 e sta lavorando concretamente per rafforzare in modo duraturo i diritti dei lavoratori del tessile .Per enfatizzare questa necessità abbiamo, ad esempio, prodotto una serie di cortometraggi accompagnati da un tirocinio in collaborazione con un'azienda di produzione cinematografica locale ed alcune ONG locali. Nel 2009 un totale di 153.931 lavoratori e 15.140 manager, supervisori e capi reparto di 107 fabbriche del Bangladesh hanno visto il film, seguito il tirocinio e ricevuto il manuale ad esso associato. Cordiali saluti H&M
Dear Valentino,
Thanks for your e-mail. H&M has, together with other buyers, in a letter urged the Government of Bangladesh to raise the minimum wage. In the letter we request that the Government urgently form a review board and address the minimum wage issue in the garment sector with a built in mechanism- of a yearly review. Soon after we sent the letter the Government declared a Minimum Wage Board will be activated to revise the minimum wage in garments sector. It consists of 6 members; one representative from the Government, two members representing owners (association), two members representing workers (unions) and a civil society representative. Like most garments retailers, H&M does not own any factories. Therefore, we do not set or pay the wages ourselves. The wage level has to be based on negotiations between employer and employee and for the law to specify a reasonable minimum wage. We are, besides actively trying to influence the industry and the lawmakers in Bangladesh to continuously review the level of the minimum wage, requiring all our suppliers to pay their employees the wages and compensations they are entitled to. We are through our Full Audit Program checking that these requirements are truly followed during each factory audit. In 2009, we conducted 94 full audits and 245 follow-up audits in Bangladesh. We have in fact also offered to pay higher prices to cover up for additional costs if suppliers in Bangladesh raise the wages. We had a CSR-blog post about this 2009.10.06; |
RIFIUTIRifiuti
La discarica è il sistema più diffuso , perché il più economico , il funzionamento è relativamente semplice : i rifiuti vengono accumulati su un terreno nell’attesa che il tempo lo degradi , Ma il processo di decomposizione non è indolore , perché rilascia nell’ecosistema sostanze tossiche , sia volatili , sottoforma di biogas ; che liquide sotto forma di percolato. Il biogas è dovuto all’azione di degrado del materiale organico (umido) da parte di batteri e funghi ,Durante il processo che dura mesi , di produce una miscela di gas infiammabile, tossica e di odore sgradevole, composta principalmente da metano e anidride carbonica , due potenti gas serra che sono i principali responsabili del riscaldamento globale. Altri gas rilasciati dai materiali associati possono essere il benzene,toluene,cloruro di vinile ,idrocarburi policiclici e aromatici,cloroformio,dicloroetano.Alcuni di essi sono cancerogeni. Ogni kg di rifiuti produce 100 grammi circa di biogas. Il percolato è dovuto all’inflazione della pioggia e dell’acqua contenuta nei rifiuti stessi ,Scendendo verso il basso il liquido si arricchisce dei materiali rilasciati dai rifiuti in decomposizione fra cui metalli pesanti quali: arsenico,mercurio,cadmio,piombo,ferro,rame,zinco ,cromo,nichel. Alcuni di essi sono cancerogeni. La plastica non si degrada , perché è resistente ai batteri , si stima che ci vogliono 450 anni per un pannolino e addirittura 1000 anni per un sacchetto della spesa , prima che si disintegrino sotto l’attacco degli agenti atmosferici. Durante la disintegrazione i rifiuti rilasciano gli ingredienti con i quali sono stati fabbricati , spesso sostanze ad elevata tossicità quali ftalati e metalli pesanti come il piombo e il cadmio che possono contaminare il biogas e il percolato. Il percolato non deve fuoriuscire dall’area di discarica e tramite un sistema di impermeabilizzazione deve essere raccolto in pozzi di captazione e trattato in impianti di depurazione , nelle discariche abusive, non succede tutto questo e si stima che lo smaltimento abusivo dei rifiuti in Campania abbia causato un aumento della mortalità del 9-12% e delle malformazioni del 84%. Un inceneritore (o termovalorizzatore) è un impianto industriale di incenerimento, per combustione, dei rifiuti. E' essenzialmente composto da un forno all'interno del quale vengono bruciati i rifiuti (CDR), a volte anche con l'ausilio di gas metano, che serve ad innalzare la temperatura di combustione nel caso il CDR non abbia sufficienti caratteristiche di potere calorifico; il calore prodotto porta a vaporizzazione l'acqua in circolazione nella caldaia posta a valle, e il vapore così generato aziona una turbina che trasforma l'energia termica in energia elettrica. L'inceneritore o termovalorizzatore è quindi un impianto che utilizza come combustibile i rifiuti (CDR), con due obiettivi: eliminarli e produrre energia con il calore prodotto dalla loro combustione. Il termine "termovalorizzatore" però, spesso utilizzato, è in realtà inappropriato, oltre che fuorviante, per il semplice motivo che il rendimento della cosiddetta valorizzazione del rifiuto, e cioè la quantità energetica ricavabile dal processo di combustione dei rifiuti, è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale, e perchè l'intero processo di incenerimento (dalla raccolta allo smaltimento delle ceneri di scarto) consuma molta più energia di quanta ne occorrerebbe valorizzando il rifiuto con il riuso (raccolta differenziata, trattamento e riciclo). E' anche vero che pure il termine inceneritore potrebbe risultare "riduttivo", poichè in effetti gli inceneritori o termovalorizzatori producono anche energia, ma le caratteristiche peculiari di un inceneritore restano la combustione, con conseguente rilascio in atmosfera di inquinanti sottilissimi e dannosi alla salute, e la produzione di ceneri di scarto che, è bene ricordarlo, rappresentano in peso il 30% del rifiuto in ingresso bruciato. Ciò significa che comunque, al termine del processo di incenerimento, i rifiuti in entrata vengono eliminati solo per il 70% del loro volume, creando quindi un ulteriore problema, quello dello smaltimento delle ceneri stesse. Gli inquinanti sotto forma di polveri fini e nano polveri sono i più pericolosi, mentre le polveri di materiali con diametro fino a 2,5 millesimi di millimetro possono esse espulse con le secrezioni , quelle più piccole arrivano fino agli alveoli polmonari provocando malattie respiratorie e cardiovascolari.Quelle con diametro inferiore a 0,1 millesimo di millimetro passano direttamente dall’alveolo polmonare alla circolazione sanguigna e quindi agli organi dove possono instaurarsi varie patologie, comprese forme tumorali. Gli studi sono solo all’inizio sulle nano polveri ma la comissione Europea stima che avvengano ogni anno 390.000 decessi imputabili alle polveri fini , provenienti non solo dai termovalorizzatori ma anche dalle automobili e altre fonti di combustione. Ritornando al 30% in cenere , in Italia non è attrezzata per il loro smaltimento , viene inviata in Germania dove viene sepolta nelle vecchie miniere di salgemma. |
Campagna per il Salario DignitosoIl salario dignitoso è un diritto umano, per la maggioranza dei lavoratori dell’industria tessile nel mondo è un diritto negatoIl salario dignitoso copre i bisogni fondamentali di una famiglia di lavoratori: cibo, abitazione, abbigliamento, scuola e cura dei bambini, salute e trasporti. Oggi tuttavia i salari nell’industria tessile sono spesso così bassi che i lavoratori e le loro famiglie soffrono di malnutrizione e vivono in condizioni di povertà.In genere la persona che confeziona i vestiti che indossiamo è una donna, oberata di lavoro e sottopagata, in cattive condizioni di salute e a rischio di ritorsioni e molestie se prova a denunciare la sua condizione di sfruttamento. E’ una donna che deve mantenere la famiglia e prendersi cura dei figli. Anche se il costo della vita è minore nei paesi di produzione come la Cina, il Bangladesh o l’Indonesia rispetto all’Europa e al Nord America dove i vestiti vengono commercializzati, le persone hanno il diritto di guadagnare quanto occorre per condurre una vita dignitosa. Chi può intervenire per modificare questa situazione
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