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appello alla H&M e loro risposta

Mail da inviare all’indirizzo sottost

ante completando con  i dati personali


http://www.hm.com/it/abouthmcom/contattaci__contact.nhtml?ouid=it&departmentid=corporateresponsibility

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-Oggetto : Responsabilità sociale   H&M   


Sono profondamente preoccupato per le condizioni di lavoro e le retribuzioni salariali del personale nei vostri stabilimenti produttivi nella zona di Dacca in Bangladesh , ritengo assurdo il blocco dagli stipendi dal 1994 e sacrosante le lotte per avere un salario minimo di 75 dollari al mese e il pasto garantito.

Ritengo doveroso da parte vostre intervenire affinché queste giuste rivendicazioni siano accettate e che la vostra influenza possa anche esprimersi verso il governo locale per l’attenuazione dei conflitti sociali..

Sono un consumatore sensibile , ma anche un vostro cliente e in tale veste mi permetto di farvi pressioni , sono altresì  certo di quello che andrete a disporre, perché tutto quello che scrivete nel vs. sito rispetto alla responsabilità sociale e ai monitoraggi della vostra catena di fornitura, non siano solo  frasi scritte in bella mostra, ma  azioni concrete.



Nome cognome.....................

città/provincia.......................

risposta della H&M

Gentile Valentino,
Grazie per averci scritto.
H&M insieme ad altri acquirenti di materiale tessile ha scritto al governo del Bangladesh per spronarlo ad aumentare il salario minimo.
Nella lettera H&M ha chiesto che il governo formasse urgentemente un consiglio di revisione e affrontasse la questione del minimo salariale nel settore tessile introducendo un meccanismo integrato di revisione annua.Poco dopo aver  ricevuto la  nostra  lettera, il governo ha dichiarato che sarà attivato un Consiglio per il Minimo  Salariale, atto a rivedere  gli stipendi  del settore tessile. Esso sarà formato da 6 membri: un rappresentante del governo, due membri di rappresentanza dei proprietari (associazioni), due membri in rappresentanza dei lavoratori (sindacati) ed un rappresentante civile.
Come la maggior parte dei  dettaglianti  di capi d'abbigliamento, H&M non possiede fabbriche, ecco perchè noi non stabiliamo nè paghiamo alcun salario. Il livello salariale deve basarsi su negoziazioni tra datore di lavoro ed impiegato e dev'essere la legge a stabilire uno stipendio minimo ragionevole. Inoltre stiamo attivamente cercando di influenzare il mondo delll'industria ed i legislatori del Bangladesh affinchè venga revisionato periodicamente  il livello minimo  del salario e chiediamo ai nostri fornitori di pagare ai  loro  impiegati  le remunerazioni e gli stipendi  ai quali hanno diritto. Attraverso il nostro dettagliato programma di interviste, nel corso di ogni verifica, controlliamo  che tutte  queste  richieste vengano realmente portate a termine. Nel 2009 in Bangladesh abbiamo condotto 94 verifiche complete (interviste su più livelli) e 245 ispezioni supplementari.
Ci siamo anche offerti di pagare prezzi più alti per coprire i costi addizionali, se i fornitori del Bangladesh avessero aumentato gli stipendi.
Il 6 Ottobre 2009 sulla pagina del nostro blog riportante le notizie della Corporate Social Responsibility (CSR) è stato postato un articolo relativo a questa tematica:
Per concludere vorremmo aggiungere che H&M compra dai fornitori del Bangladesh dal 1982 e sta lavorando concretamente per rafforzare in modo duraturo i diritti dei lavoratori del tessile .Per enfatizzare questa necessità abbiamo,  ad esempio,  prodotto una serie di cortometraggi accompagnati da un tirocinio in collaborazione con un'azienda  di produzione cinematografica locale ed alcune ONG locali. Nel 2009 un totale di 153.931 lavoratori e 15.140 manager, supervisori e capi reparto di 107 fabbriche del Bangladesh hanno visto il film,  seguito  il tirocinio e ricevuto il manuale  ad esso associato.

Cordiali saluti
H&M

Dear Valentino,

Thanks for your e-mail. H&M has, together with other buyers, in a letter urged the Government of Bangladesh to raise the minimum wage. In the letter we request that the Government urgently form a review board and address the minimum wage issue in the garment sector with a built in mechanism- of a yearly review. Soon after we sent the letter the Government declared a Minimum Wage Board will be activated to revise the minimum wage in garments sector. It consists of 6 members; one representative from the Government, two members representing owners (association), two members representing workers (unions) and a civil society representative.

Like most garments retailers, H&M does not own any factories. Therefore, we do not set or pay the wages ourselves. The wage level has to be based on negotiations between employer and employee and for the law to specify a reasonable minimum wage. We are, besides actively trying to influence the industry and the lawmakers in Bangladesh to continuously review the level of the minimum wage, requiring all our suppliers to pay their employees the wages and compensations they are entitled to. We are through our Full Audit Program checking that these requirements are truly followed during each factory audit. In 2009, we conducted 94 full audits and 245 follow-up audits in Bangladesh.

We have in fact also offered to pay higher prices to cover up for additional costs if suppliers in Bangladesh raise the wages. We had a CSR-blog post about this 2009.10.06;
Succ. >