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RIFIUTI

Scritto da valentino.

Rifiuti

 

La discarica è il sistema più diffuso , perché il più economico , il funzionamento è relativamente semplice  : i rifiuti vengono accumulati su un terreno nell’attesa che il tempo lo degradi , Ma il processo di decomposizione non è indolore  , perché rilascia nell’ecosistema sostanze tossiche , sia volatili , sottoforma di biogas ; che liquide sotto forma di percolato.

Il biogas è dovuto all’azione di degrado del materiale organico (umido) da parte di batteri e funghi ,Durante il processo che dura mesi , di produce una miscela di gas infiammabile, tossica e di odore sgradevole, composta principalmente da metano e anidride carbonica , due potenti gas serra che sono i principali responsabili del riscaldamento globale. Altri gas rilasciati dai materiali associati possono essere il benzene,toluene,cloruro di vinile ,idrocarburi policiclici e aromatici,cloroformio,dicloroetano.Alcuni di essi sono cancerogeni. Ogni kg di rifiuti produce 100 grammi circa di biogas.

Il percolato è dovuto all’inflazione della pioggia e dell’acqua contenuta nei rifiuti stessi ,Scendendo verso il basso il liquido si arricchisce dei materiali rilasciati dai rifiuti in decomposizione fra cui metalli pesanti quali: arsenico,mercurio,cadmio,piombo,ferro,rame,zinco ,cromo,nichel. Alcuni di essi sono cancerogeni.

La plastica non si degrada , perché è resistente ai batteri  , si stima che ci vogliono 450 anni per un pannolino e addirittura 1000 anni per un sacchetto della spesa , prima che si disintegrino sotto l’attacco degli agenti atmosferici.

Durante la disintegrazione i rifiuti rilasciano gli ingredienti con i quali sono stati fabbricati , spesso sostanze ad elevata tossicità quali ftalati e metalli pesanti come il piombo e il cadmio che possono contaminare il biogas e il percolato.

Il percolato non deve fuoriuscire dall’area di discarica e tramite un sistema di impermeabilizzazione deve essere raccolto in pozzi di captazione e trattato in impianti di depurazione , nelle discariche abusive, non succede tutto questo e si stima che lo smaltimento abusivo dei rifiuti in Campania abbia causato un aumento della mortalità del 9-12% e delle malformazioni del 84%.

Un inceneritore (o termovalorizzatore) è un impianto industriale di incenerimento, per combustione, dei rifiuti.

E' essenzialmente composto da un forno all'interno del quale vengono bruciati i rifiuti (CDR), a volte anche con l'ausilio di gas metano, che serve ad innalzare la temperatura di combustione nel caso il CDR non abbia sufficienti caratteristiche di potere calorifico; il calore prodotto porta a vaporizzazione l'acqua in circolazione nella caldaia posta a valle, e il vapore così generato aziona una turbina che trasforma l'energia termica in energia elettrica.

L'inceneritore o termovalorizzatore è quindi un impianto che utilizza come combustibile i rifiuti (CDR), con due obiettivi: eliminarli e produrre energia con il calore prodotto dalla loro combustione.

Il termine "termovalorizzatore" però, spesso utilizzato, è in realtà inappropriato, oltre che fuorviante, per il semplice motivo che il rendimento della cosiddetta valorizzazione del rifiuto, e cioè la quantità energetica ricavabile dal processo di combustione dei rifiuti, è di molto inferiore al rendimento di qualsiasi centrale elettrica tradizionale, e perchè l'intero processo di incenerimento (dalla raccolta allo smaltimento delle ceneri di scarto) consuma molta più energia di quanta ne occorrerebbe valorizzando il rifiuto con il riuso (raccolta differenziata, trattamento e riciclo).

E' anche vero che pure il termine inceneritore potrebbe risultare "riduttivo", poichè in effetti gli inceneritori o termovalorizzatori producono anche energia, ma le caratteristiche peculiari di un inceneritore restano la combustione, con conseguente rilascio in atmosfera di inquinanti sottilissimi e dannosi alla salute, e la produzione di ceneri di scarto che, è bene ricordarlo, rappresentano in peso il 30% del rifiuto in ingresso bruciato. Ciò significa che comunque, al termine del processo di incenerimento, i rifiuti in entrata vengono eliminati solo per il 70% del loro volume, creando quindi un ulteriore problema, quello dello smaltimento delle ceneri stesse.

Gli inquinanti sotto forma di polveri fini e nano polveri sono i più pericolosi, mentre le polveri di materiali con diametro fino a 2,5 millesimi di millimetro possono esse espulse con le secrezioni , quelle più piccole arrivano fino agli alveoli polmonari provocando malattie respiratorie e cardiovascolari.Quelle con diametro inferiore a 0,1 millesimo di millimetro passano direttamente dall’alveolo polmonare alla circolazione sanguigna e quindi agli organi dove possono instaurarsi varie patologie, comprese forme tumorali.

Gli studi sono solo all’inizio sulle nano polveri ma la comissione Europea stima che avvengano ogni anno 390.000 decessi imputabili alle polveri fini , provenienti non solo dai termovalorizzatori ma anche dalle automobili e altre fonti di combustione.

Ritornando al 30% in cenere , in Italia  non è attrezzata per il loro smaltimento , viene inviata in Germania dove viene sepolta  nelle vecchie miniere di salgemma.