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Calzature ASTORFLEX

G.A.S. IL CANNETO - PORTOGRUARO

Scheda del produttore di CALZATURE

CALZATURE ASTORFLEX  di Travanzoli Fabio

Via Dell’Industria 9  ZAI
46033 CASTEL d’ARIO (MN)
Tel: 0376 660170 - Fax: 0376 660389
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Rappresentante : PierLuigi Perinello   mail : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

a

Queste calzature nascono da una scommessa, quella di riuscire a costruire delle scarpe che rispondano ad alcuni bisogni:
1- che siano realizzate con ottimi materiali, salubri e ad un prezzo accessibile. Abbiamo privilegiato la salubrità dei materiali interni, quelli che sono direttamente a contatto con i piedi, usando una fodera in vitello conciata al vegetale (con tannini di castagno o mimosa) ed in sottopiede di cuoio lavato. La tomaia è di crosta scamosciata di buona qualità,
2- che il produttore sia remunerato in modo equo affinchè possa avere l’opportunità di vivere decorosamente attraverso il proprio lavoro,
3- che in tal modo si venga ad attivare una filiera completamente italiana nella realizzazione delle scarpe,
4- che i veri destinatari siano le famiglie che per motivi etici e di equilibrio di bilancio hanno scelto di affidarsi ad una filiera economica riconoscibile e fondata sulla fiducia,
5- che si venga così a creare una nuova relazione etica fra produttore e consumatore in cui il reciproco bisogno sia garanzia del prodotto e della continuità produttiva dell’artigiano,
6- che ci allontanino dai doveri della moda riportandoci al ruolo che i beni devono avere: soddisfare delle necessità fisiche che riguardano il benessere indipendentemente dai doveri del consumismo.

LINEE-QUOTAZIONI-CARATTERISTICHE TECNICHE  come da sito

Di seguito eccola lettera inviata a tutti i GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALI dai responsabili aziendali

Lettera ai gas e a tutti coloro che hanno creduto in noi.

La nostra avventura è timidamente iniziata a fine novembre 2008,oggi dopo 13 mesi

sentiamo di avere bruciato molte tappe e di aver ottenuto risultati eccezionali se pensiamo

che il nostro progetto è volutamente nato privo di un marchio specifico che lo sostenesse e

si è rivolto ad un pubblico che non ci conosceva .La sfida era andare

controcorrente affidandoci solamente alla trasparenza del messaggio fondato su tre punti fermi :

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 05 Maggio 2010 21:00)

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Produttori Indipendenti

Produttori Indipendenti è un’iniziativa spontanea e giovane.

È nata e sviluppata da Massimo Pinzan, Artigiano Tessile dal 1983, con l’ambizione di coinvolgere 10 colleghi Artigiani per mettere a frutto le conoscenze acquisite per produrre capi d’alta qualità, destinati direttamente al consumatore.

Dopo un’attenta ricerca di mercato per capire quale strada prendere e quale strategia adottare per reagire alle scelte industriali di delocalizzazione, ci siamo decisi di fare un cambiamento profondo: lavorare in sinergia per offrire un prodotto certificato al 100% Made in Italy prodotto totalmente dalle nostre aziende insediate da anni nel territorio.

Ogni singolo Artigiano ha competenze e specializzazioni volutamente differenti, questo ci permette di offrire una gamma di prodotti completa mantenendo le singolarità professionali di ogni specializzazione.

I gruppi produttivi che fanno parte di “Produttori Indipendenti” oltre ad avere una storia professionale ad altissimi livelli, devono sottoscrivere un “Codice interno Etico” per il rispetto delle regole e dei comportamenti.

Vogliamo trasmettere al consumatore conoscenza, affidabilità, garanzia e vogliamo farlo attraverso un rapporto umano diretto e indiretto, per rispetto a chi produce ed a chi acquista.

obbiettivi :

  • Dare continuità alle nostre imprese e dipendenti ( occupati totali: diretti 150 indiretti circa 50)

  • Offrire al consumatore un reale Made in Italy

  • Offrire al consumatore un ottimo rapporto qualità-prezzo

  • Trasparenza

Difendere il 'Made in Italy' per noi Artigiani vuol dire rivendicare la nostra storia professionale fatta di grandi sacrifici. Difendere il 'Made in Italy' vuol dire garantire occupazione… Per difendere il Made in Italy c'è bisogno anche di te.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 05 Maggio 2010 21:03)

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miele

Azienda agricola Bozza Luigino e Danilo

Via Campeio 60 Portogruaro 30026 (VE)

Cell. 349 8204875

Mail  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

 

Impresa a conduzione familiare che ha iniziato a produrre miele e prodotti dell’alveare una quindicina d’anni fa.

L’apiario viene condotto nel rispetto sia delle api che della produzione del miele. Per la salute delle api vengono utilizzati prodotti biologici di origine vegetale quali Timolo, estratto di radici, etc.., integrati con procedimenti meccanici: ad esempio, per combattere la “varroa” si toglie la covata opercolata maschile ricolma del parassita che viene poi distrutta.

Il miele viene estratto dai favi attraverso procedimento meccanico (centrifuga) e non subisce alcun procedimento di filtraggio e riscaldamento garantendone così le proprietà organolettiche che contraddistinguono un prodotto di qualità. I prezzi sotto indicati sono rivolti ai gruppi di acquisto solidale.

Mieli:

Millefiori  al Kg                    euro  6,00

Acacia      al Kg                     euro  7,00

Tiglio       al Kg                     euro  7,00

Tarassaco,Castagno esauriti fino alla prossima produzione.

Miele al propoli (250gr)         euro 6,50

Balsamo (250gr)                     euro 6,00

Propoli contagocce (11ml)     euro 4,00

Propoli contagocce (22ml)     euro 7,00

Propoli spray (22ml)              euro 7,50

Polline  (120gr)                       euro 3,50

Polline  (230gr)                       euro 6,00

Crema nocciole (230gr)          euro 4,00

Crema nocciole (430gr)          euro 7,50

 

Cera grezza d’api al Kg           euro 15,00

 

Nel mese di Maggio è possibile visitare l’apiario e previo avviso assistere

all’estrazione del miele dai favi con annessa degustazione.

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 05 Maggio 2010 21:03)

 

Pasta IRIS

LA COOPERATIVA AGRICOLA IRIS

Coltivazioni orticole e cerealicole
Trasformati di pomodoro e farine, pasta di grano duro
da agricoltura biologica certificati ICEA

Le origini
Fondata nel 1984 da un gruppo di ragazzi e ragazze per produrre con il metodo biologico e vendere direttamente al consumatore, IRIS è una cooperativa di soci lavoratori che, traendo ispirazione dagli insegnamenti di IVO TOTTI, “precursore” e “pioniere” dell’Agricoltura Biologica in Italia, da sempre sviluppano le loro capacità agronomiche, con l’intento di promuovere le metodologie e le tecniche dell’agricoltura biologica.Per le proprie attività di ricerca, IRIS è spesso oggetto di grande interesse e dibattito, favorendo così il diffondersi della loro applicazione e diventando un punto di riferimento per il settore nazionale ed internazionale.

Dove siamo
L’azienda si trova a Corteregona di Calvatone provincia di Cremona, nella parte sud-est della pianura padana, lontana da insediamenti industriali e artigianali e da vie di traffico intenso. Si estende per circa 40 ettari all’interno del Parco Naturale Oglio Sud al confine con l’ Oasi WWF “Le Bine”, confinante con un' area di rilevanza archeologica e storica, Bedriacum, vecchio insediamento romano già citato dal poeta Virgilio, e perciò in un’area soggetta a vincoli e norme di salvaguardia che ne tutelano l’ambiente e la natura, collocazione ideale quindi per un’azienda agricola che ha scelto di produrre con il metodo biologico e di privilegiare la qualità delle proprie produzioni.

Le coltivazioni
Gli ortaggi ed i cereali IRIS sono coltivati esclusivamente sui terreni della cooperativa con sede in Calvatone e la loro commercializzazione è affidata prevalentemente a MERCABIO, una società di produttori completamente dedicati bio, di cui IRIS è partecipe, e la sede si trova presso il Centro Agroalimentare di Bologna.

I prodotti trasformati
Per la produzione e la commercializzazione dei prodotti trasformati a marchio IRIS – PASTA, FARINE,PRODOTTI DA FORNO E TRASFORMATI DI POMODORO – è nata nel 1999 A.S.T.R.A. BIO. Ha sede a Calvatone ed è controllata dalla Cooperativa IRIS. L’azienda ha come finalità primaria il controllo dell’intera filiera per ciascuno dei prodotti trasformati al fine di garantire non solo l’assoluta tracciabilità, ma soprattutto l’alta qualità nel rispetto della genuinità e freschezza delle materie prime utilizzate.

La nuova acquisizione “IL PASTIFICIO”
Dal maggio 2005, la Cooperativa IRIS ha acquisito il Pastificio “PASTA NOSARI”, con sede e stabilimento a Piadena (CR), situato a soli 6 km. dalla sede di Calvatone, con il quale già collaborava strettamente da un decennio. Con questa acquisizione la cooperativa concretizza a pieno l’obiettivo di garantire ai propri clienti il controllo diretto dell’intera filiera produttiva della pasta biologica di qualità. Oggi, infatti, IRIS coltiva parte del grano duro, ne controlla lo stoccaggio presso un molino di fiducia, ne determina le modalità ed i tempi dimolitura. Per nostra procedura interna la pastificazione avviene non oltre 2 giorni dalla molitura dei grani.

La tracciabilità
Da sempre il requisito principale del prodotto biologico è la sua tracciabilità attraverso il numero di lotto di produzione stampigliato sull’imballo singolo e sul cartone . Questo è da noi determinato sin dall’emissione dell’ordine di prelievo della materia prime e viene riportato su tutti i documenti inerenti alla produzione ed alla vendita del prodotto. E’ la sua carta d’identità che ci permette di seguire e ripercorrere tutta la filiera.

I GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALI

Come da statuto del 1984: "... la cooperativa agricola IRIS nello scopo sociale vuole il
rapporto diretto con il consumatore"

Come si può vedere sin dall’inizio il nostro obbiettivo è quello di vendere i prodotti direttamente a chi li consuma, in tutti questi anni abbiamo avuto spacci agricoli nella nostra città e vendita diretta in cascina, ad un certo punto ci siamo chiesti come allargare questa vendita diretta dal locale.
Le molteplici serate divulgative sui metodi di coltivazione biologica, sull’alimentazione, sull’ambiente, sugli O.G.M. (organismi geneticamente modificati) ecc., ci hanno permesso di confrontarci con il consumatore e lo stimolo di attivare sempre più una parte del nostro scopo sociale è stato forte e chiaro.
Si è cominciato circa dieci anni fà con le prime famiglie, che si erano ritrovate unite nella ricerca di prodotti biologici ma che avessero alle spalle produttori che non vendevano solo un prodotto ma che con il ricavato di questo portavano avanti un progetto rispettoso dell’ambiente e dell’uomo, ci chiedevano la possibilità di consegnare direttamente presso di loro i nostri prodotti.
Da subito è iniziato in cooperativa un confronto per lo sviluppo ed i rapporti diretti con le famiglie, non è mai stato in dubbio che il nostro prodotto non sarebbe mai finito alla Grande Distribuzione Organizzata (supermercati, ipermercati).
Quindi ci siamo attivati sentendoci con le famiglie per costruire strumenti di gestione, i trasporti – consegne, quali prodotti (ci è molto difficile purtroppo consegnare i nostri ortaggi freschi) ed i prezzi.
Sui prezzi la cooperativa IRIS ha ritenuto importante una linea di trasparenza totale nella costruzione del prezzo stesso e la massima garanzia su tutta la filiera di trasformazione.
A tale proposito nel 2004 nell’incontro annuale che si tiene spontaneamente nell’azienda agricola IRIS di Calvatone abbiamo reso noto come è costruito il prezzo della pasta IRIS, con relative incidenze di costi per voce e marginalità.
La cooperativa agricola è aperta alle visite dei consumatori soprattutto nell’azienda agricola, dove si può vedere l’operato e le tecniche di coltivazione biologica sviluppati in tanti anni e come il reddito prodotto anche nel rapporto con i G.A.S. venga investito per migliorare le condizioni di lavoro, l’ambiente, e la qualità dei terreni coltivati.....in una visita un consumatore dei G.A.S. ha avuto modo di dire .... “queste siepi mi sento di averle piantate un pò anch’io”. Pensiamo anche noi che sia proprio così, perché quando ognuno di noi decide di acquistare un prodotto decide anche che sviluppo dare a quel territorio. L’importante è che il consumatore possa sempre verificare e vedere attraverso le visite dirette se questo avviene veramente.
Noi crediamo che anche l’ultimo sviluppo della cooperativa, l’acquisizione del pastificio, che ha salvaguardato trenta posti di lavoro e lo sviluppo della filiera biologica totalmente controllata, abbia avuto un buon contributo dagli acquisti diretti dei G.A.S..
Pensiamo fermamente che i Gruppi di .Acquisto.Solidale. siano economicamente e culturalmente un punto di forza importante per lo sviluppo del progetto della cooperativa agricola, di produzione e lavoro a proprietà collettiva., e nostro riferimento per il mercato italiano

Iris Soc. Coop. Agricola a r.l.
Cascina Regona, 1
26030 Calvatone (CR)
Telefono +39 0375 97115
Fax +39 0375 977013
e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

referenti per il canneto : RAffaela e Claudio

 

Zoccoli BONOMI

Se andate alla Bottega del Mondo .....da oggi potete trovare gli zoccoli del ZOCCOLIFICIO BONOMI........

provateli............... e guardate il sito    http://www.zoccolificiobonomi.it/index.html

e già che siete lì.....provate anche il caffè o il tè.....o uno qualsiasi dei prodotti CTM e Libero Mondo.....

per gli ordini scrivete a :

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riunione mensile il Canneto

Prossimo Incontro
Mancano
alla prossima riunione...!!!
NOTIZIE CRITICHE
appello alla H&M e loro risposta

Mail da inviare all’indirizzo sottost

ante completando con  i dati personali


http://www.hm.com/it/abouthmcom/contattaci__contact.nhtml?ouid=it&departmentid=corporateresponsibility

..................................................................................................
-Oggetto : Responsabilità sociale   H&M   


Sono profondamente preoccupato per le condizioni di lavoro e le retribuzioni salariali del personale nei vostri stabilimenti produttivi nella zona di Dacca in Bangladesh , ritengo assurdo il blocco dagli stipendi dal 1994 e sacrosante le lotte per avere un salario minimo di 75 dollari al mese e il pasto garantito.

Ritengo doveroso da parte vostre intervenire affinché queste giuste rivendicazioni siano accettate e che la vostra influenza possa anche esprimersi verso il governo locale per l’attenuazione dei conflitti sociali..

Sono un consumatore sensibile , ma anche un vostro cliente e in tale veste mi permetto di farvi pressioni , sono altresì  certo di quello che andrete a disporre, perché tutto quello che scrivete nel vs. sito rispetto alla responsabilità sociale e ai monitoraggi della vostra catena di fornitura, non siano solo  frasi scritte in bella mostra, ma  azioni concrete.



Nome cognome.....................

città/provincia.......................

risposta della H&M

Gentile Valentino,
Grazie per averci scritto.
H&M insieme ad altri acquirenti di materiale tessile ha scritto al governo del Bangladesh per spronarlo ad aumentare il salario minimo.
Nella lettera H&M ha chiesto che il governo formasse urgentemente un consiglio di revisione e affrontasse la questione del minimo salariale nel settore tessile introducendo un meccanismo integrato di revisione annua.Poco dopo aver  ricevuto la  nostra  lettera, il governo ha dichiarato che sarà attivato un Consiglio per il Minimo  Salariale, atto a rivedere  gli stipendi  del settore tessile. Esso sarà formato da 6 membri: un rappresentante del governo, due membri di rappresentanza dei proprietari (associazioni), due membri in rappresentanza dei lavoratori (sindacati) ed un rappresentante civile.
Come la maggior parte dei  dettaglianti  di capi d'abbigliamento, H&M non possiede fabbriche, ecco perchè noi non stabiliamo nè paghiamo alcun salario. Il livello salariale deve basarsi su negoziazioni tra datore di lavoro ed impiegato e dev'essere la legge a stabilire uno stipendio minimo ragionevole. Inoltre stiamo attivamente cercando di influenzare il mondo delll'industria ed i legislatori del Bangladesh affinchè venga revisionato periodicamente  il livello minimo  del salario e chiediamo ai nostri fornitori di pagare ai  loro  impiegati  le remunerazioni e gli stipendi  ai quali hanno diritto. Attraverso il nostro dettagliato programma di interviste, nel corso di ogni verifica, controlliamo  che tutte  queste  richieste vengano realmente portate a termine. Nel 2009 in Bangladesh abbiamo condotto 94 verifiche complete (interviste su più livelli) e 245 ispezioni supplementari.
Ci siamo anche offerti di pagare prezzi più alti per coprire i costi addizionali, se i fornitori del Bangladesh avessero aumentato gli stipendi.
Il 6 Ottobre 2009 sulla pagina del nostro blog riportante le notizie della Corporate Social Responsibility (CSR) è stato postato un articolo relativo a questa tematica:
Per concludere vorremmo aggiungere che H&M compra dai fornitori del Bangladesh dal 1982 e sta lavorando concretamente per rafforzare in modo duraturo i diritti dei lavoratori del tessile .Per enfatizzare questa necessità abbiamo,  ad esempio,  prodotto una serie di cortometraggi accompagnati da un tirocinio in collaborazione con un'azienda  di produzione cinematografica locale ed alcune ONG locali. Nel 2009 un totale di 153.931 lavoratori e 15.140 manager, supervisori e capi reparto di 107 fabbriche del Bangladesh hanno visto il film,  seguito  il tirocinio e ricevuto il manuale  ad esso associato.

Cordiali saluti
H&M

Dear Valentino,

Thanks for your e-mail. H&M has, together with other buyers, in a letter urged the Government of Bangladesh to raise the minimum wage. In the letter we request that the Government urgently form a review board and address the minimum wage issue in the garment sector with a built in mechanism- of a yearly review. Soon after we sent the letter the Government declared a Minimum Wage Board will be activated to revise the minimum wage in garments sector. It consists of 6 members; one representative from the Government, two members representing owners (association), two members representing workers (unions) and a civil society representative.

Like most garments retailers, H&M does not own any factories. Therefore, we do not set or pay the wages ourselves. The wage level has to be based on negotiations between employer and employee and for the law to specify a reasonable minimum wage. We are, besides actively trying to influence the industry and the lawmakers in Bangladesh to continuously review the level of the minimum wage, requiring all our suppliers to pay their employees the wages and compensations they are entitled to. We are through our Full Audit Program checking that these requirements are truly followed during each factory audit. In 2009, we conducted 94 full audits and 245 follow-up audits in Bangladesh.

We have in fact also offered to pay higher prices to cover up for additional costs if suppliers in Bangladesh raise the wages. We had a CSR-blog post about this 2009.10.06;